Era notte il 3 maggio del 1944 quando
uno strano bombardamento, che provocò un morto e qualche ferito,
mise in fuga il corpo di guardia italiano e gli ebrei che venivano tenuti
rinchiusi nel campo di concentramento di Servigliano. Si seppe soltanto
in seguito che l’aereo era inglese e, avendo visto una colonna
di mezzi tedeschi in procinto di deportare gli ebrei aveva inteso dare
l’allarme. Chi ci riuscì scappò. C’erano quasi
150 ebrei, infattti, e quando il mattino dopo i tedeschi arrivarono
alle porte del campo, non trovarono nessuno. Ma la gente non brillò
per solidarietà e grazie alle spiate, ne furono catturati quasi
trenta, furono caricati su un camion e portati via. Altri ebrei vi furono
portati il 29 maggio e si trattava di persone distinte per cultura e
posizione sociale. Finché il 7 luglio 1944 le porte si aprirono
e vi entrarono squadre di partigiani e il campo venne definitivamente
chiuso... |