Il
Mont Ventoux è da qualche parte, lassù in Provenza, oltre
il mare e le Alpi, ma qui se ne respirano l’aria e il mistero.
Non c’è un albero da questa parte. Pedali per un’ora
in un tunnel di foglie di quercia, poi arrivano i pini e poi d’incanto
tutto sparisce. Solo erba bassa e scaglie di roccia come di cioccolata
che affiorano dal verde. Scampanellare di pecore, cani vagamente minacciosi
da sotto i cespugli. Strane casupole di pietra a forma di igloo, che
si chiamano “caciare” perché i pastori ci preparavano
il formaggio. La Montagna dei Fiori, così viene chiamata per
i cardi che d’estate la rendono colorata e pungente. Il vento
soffia a raffiche. Laggiù c’è il mare, al termine
della vallata del Tronto. Alle spalle i Monti Sibillini. Davanti le
Marche e dietro l’Abruzzo: la linea del confine passa proprio
su questa montagna. |