C’è
un punto ben preciso lungo questa strada in cui si pedala e ci si sente
su una terrazza incantata al centro del mondo. Il respiro sembra sospendersi,
i colori appaiono più vividi, la luce nitidissima. Occorrono
condizioni ideali perché questo accada. È più probabile
che si verifichino in primavera o d’autunno, piuttosto che nella
calura estiva. D’estate il momento più propizio è
l’alba.
Accade al chilometro 29, quando la strada sembra aggrappata al versante
orientale della montagna e laggiù, verso valle, lo sguardo arriva
sino al mare, con il Monte Ascensione a coprire le case ascolane. Verso
sud, a una distanza che in linea d’aria è di una cinquantina
di chilometri c’è il Gran Sasso e poco più indietro
si riconosce la Maiella. Ruotando ancora lo sguardo verso ovest, ecco
la Montagna dei Fiori e quella di Campli. Poi i Monti della Laga e davanti
il Vettore, che con i suoi 2.476 metri è il più alto dei
Sibillini. È tutto laggiù, a una distanza infinita, ma
in certi momenti sembra di poterlo toccare allungando una mano... |